Outlook 2012: sui mercati dei capitali

 

Dalla padella alla brace?

Un elevato livello d’incertezza continuerà ad accompagnare i mercati anche nel 2012 ma sono presenti tuttavia attraenti opportunità tra gli asset più rischiosi.

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Un outlook sui mercati dei capitali

Nel 2011, si è passati da una crisi all’altra. L’elemento scatenante di questa serie di problemi non è stato certamente la crisi finanziaria del 2008: il problema dell’eccessivo indebitamento dei governi ha radici più lontane. Un elevato livello d’incertezza continuerà ad accompagnare i mercati anche nel 2012 ma sono presenti tuttavia attraenti opportunità tra gli asset più rischiosi, tenendo però sempre presente il rischio associato a tali investimenti.


In questo contesto estremamente incerto ci sono tre principali scenari possibili per il 2012: “potremmo dover far fronte ad una seconda massiccia crisi finanziaria nell’arco di solo pochi anni, oppure verrà trovata una soluzione più o meno sostenibile per la crisi del debito sovrano, il che implicherà sicuramente un’ulteriore forte intervento delle banche centrali. Pensiamo però che il risultato più probabile sia un trascinarsi della situazione, analogamente a quanto avvenuto finora”, hanno commentato gli espertio della Kapitalanlage Gesellschaft mbH (Raiffeisen Capital Management).

Ciò in quanto una risoluzione della crisi della periferia della Zona Euro (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) non appare tuttora realistica nè rapida, con i conseguenti rischi di contagio agli altri Paesi. Ciò diventa ancor più drammatico se si pensa alla sottile linea che separa i problemi di liquidità con le situazioni di insolvenza dei governi. Raiffeisen Capital Management non crede che la crisi finanziaria del 2008 sia la causa degli attuali problemi: “un rapido sguardo all’evoluzione del debito sovrano nel corso dei decenni passati conferma il fatto che le radici del problema sono molto più profonde”.

Nelle attuali circostanze, Raiffeisen Capital Management è convinta che una politica finanziaria ben più restrittiva dovrá venir perseguita in gran parte dell’emisfero occidentale negli anni a venire e che le prospettive di crescita di medio-lungo termine ne soffriranno di conseguenza. “Nella Zona Euro possiamo attenderci una recessione, a causa delle drastiche misure di risparmio attuate e agli sforzi di deleveraging messi in campo, ma anche negli USA la crescita sarà leggermente sotto la media. Ci attendiamo quindi tassi di crescita rispettivamente dello 0,2% e dell’1,2%”. Allo stesso tempo però, Raiffeisen Capital Management crede che buona parte del pessimismo che si respira al momento sia gia stato scontato nelle attuali prospettive economiche generali.


2012: un anno positivo per gli asset più rischiosi
Le attese sugli utili per il 2012 sembrano essere troppo elevate e quindi sussiste un potenziale di correzione per i titoli azionari. D’altro canto però le valutazioni appaiono attraenti e, unitamente ai tassi d’interesse persistentemente bassi e alla mancanza di opzioni d’investimento alternative, ciò gioca a favore degli asset più rischiosi. Le commodities stanno traendo profitto dalla domanda nei mercati emergenti, dall’elevata liquidità e dalla corsa al deprezzamento che sta avendo luogo fra diverse valute. “In generale Raiffeisen Capital Management si aspetta un anno positivo per le azioni, le commodities e le categorie di reddito a rischio predefinito (“risk fixed income categories”).

In tale contesto, per i prossimi mesi sono particolarmente interessanti gli investimenti in fondi azionari incentrati sui mercati emergenti, sulle azioni europee, oltre che portafogli di commodities ampiamente diversificati. Per quanto riguarda invece il reddito fisso, è utile analizzare da vicino i titoli “corporate” e i fondi obbligazionari incentrati nei mercati emergenti in valuta locale. Opportunitá d’investimento possono essere scovate anche in prodotti innovativi a reddito fisso, come ad esempio il Raiffeisen Obbligazionario Fondamentale Globale, che investe principalmente in titoli di stato emessi da solide economie emergenti ed avanzate dalle buone prospettive economiche, ed è privo perciò del cosiddetto “rischio periferico”.

 

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Nazione: Italia