Dalla padella alla brace?
Un elevato livello d’incertezza continuerà ad accompagnare i mercati anche nel 2012 ma sono presenti tuttavia attraenti opportunità tra gli asset più rischiosi.
»ulteriori informazioniStandard & Poor’s pubblica nuovi ratings per la Zona Euro:
L’impatto sui fondi Raiffeisen Capital Management
L’analisi delle condizioni macroeconomiche ed il riesame dei ratings di 15 Paesi della Zona Euro da parte dell’agenzia di rating statunitense Standard & Poor’s (S&P) ha nuovamente ravvivato le discussioni circa la crisi del debito sovrano in Europa: lo scorso Venerdì sera, dopo la chiusura delle Borse, S&P aveva annunciato che all’Austria – assieme alla seconda maggior economia dell’Unione Europea, la Francia – è stato assegnato il rating AA+, escludendo quindi di fatto questi due Paesi dall’élite degli Stati con il punteggio massimo. Allo stesso tempo, sette altre economie – con l’inclusione di Spagna e Italia - hanno subito un “downgrade” (ovvero un abbassamento del loro precedente punteggio), mentre è stato confermato il rating massimo AAA per la Germania, i Paesi Bassi, la Finlandia e il Lussemburgo.
Per Raiffeisen Capital Management questi cambiamenti non sono giunti a sorpresa: gia a inizio Dicembre era chiaro che S&P avrebbe dato avvio al controllo periodico dei propri ratings sui Paesi della Zona Euro. Inoltre, nel corso delle scorse settimane ci sono stati dei segnali che prefiguravano l’abbassamento del rating austriaco. Conseguentemente, i mercati dei capitali avevano gia ampiamente scontato tali eventi nel corso delle ultime settimane.
Bisogna tenere a mente che AA+ rimane comunque un ottimo rating e, basandoci sull’esempio degli Stati Uniti, scesi anch’essi a questo livello nell’estate del 2011, è chiaro che le ramificazioni di un tale downgrade dal livello più elevato, sono ad ogni modo gestibili, in quanto la grande maggioranza degli operatori di mercato non considera questo cambiamento come un problema significativo.
L’Austria mantiene numerosi fattori che giocano a suo favore
Il basso tasso di disoccupazione, la crescita economica relativamente positiva e il comparativamente basso livello del debito pubblico. Risulta quindi abbastanza sorprendente che, nonostante i dati fondamentali considerevolmente migliori rispetto alla Francia (che deve far fronte a difficoltà economiche ben più serie), il “downgrade” del rating sia avvenuto contemporaneamente per i due Paesi.
In termini “politici” questo passo da parte dell’agenzia di rating indipendente deve essere interpretata come un importante monito affinchè l’Austria metta in atto delle riforme strutturali di lungo termine allo scopo di consolidare le proprie finanze pubbliche il prima possibile e di non continuare a basare la propria politica fiscale semplicemente sulla tassazione. Ciò è di cruciale importanza in periodi di incertezza come quello attuale, in cui la psicologia del mercato e le paure di un possibile contagio della crisi del debito sovrano dalle economie periferiche a quelle con eccellente solvibilità giocano un ruolo importante.
I cambiamenti dei rating di S&P hanno un impatto minimo sui fondi comuni d’investimento della Raiffeisen Capital Management.
In alcuni casi, gli investimenti di alcuni clienti istituzionali devono essere ricalibrati allo scopo di rispettare i prerequisiti di rating minimo. La Francia è stata per molti mesi sottopesata in quanto sembrava evidente una disparità fra l’eccellenza della Tripla A ed il deterioramento dei fondamentali della Repubblica transalpina. Naturalmente i team di gestione continueranno a monitorare l’evolversi della situazione politica ed economica molto da vicino allo scopo di poter reagire molto rapidamente ad eventuali cambiamenti futuri, siano essi negativi che positivi.
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