Commento di mercato di Karin Kunrath, Chief Investment Officer di Raiffeisen KAG
Ciò che è realmente cambiato in modo duraturo negli ultimi anni riguardo al mercato dei capitali è l'inversione di tendenza verso la deglobalizzazione (dopo decenni di globalizzazione) e la nuova dinamica nel riarmo militare. Nonostante la delusione per alcuni sviluppi spiacevoli, una "politica dello struzzo" non aiuta. Le aziende, anche in condizioni difficili come quelle attuali, devono prendere decisioni quotidiane nel contesto di una concorrenza altamente competitiva per sfruttare al meglio l'ambiente economico. Solo così il modello di business può essere rinforzato e la quota di mercato nella rispettiva industria ampliata o almeno difesa con successo.
Sul mercato dei capitali, i principali trend settoriali e i cambiamenti possono spesso essere rilevati in anticipo attraverso le evoluzioni relative dei prezzi, poiché questi vengono progressivamente recepiti e quindi in un certo senso già anticipati. Un esempio è il "comparto dei software" come "sotto-settore all'interno della fiorente industria dell'IT", in cui - già dall'autunno scorso - si è evidenziata una debolezza dei prezzi rispetto all'indice tecnologico e al mercato globale. Solo qualche mese dopo, gli effetti dirompenti dell'IA sui fornitori di soluzioni software esistenti sono stati discussi come fondamentale "background" del riallineamento (e della nuova valutazione) di queste azioni, quando le prime alternative economiche degli agenti IA emergenti sono diventate concretamente visibili. Anche l'attuale "hype" sui produttori di semiconduttori, come principali beneficiari degli ingenti investimenti in infrastrutture IA dei cosiddetti "Hyperscaler," cederà prima o poi il passo a un nuovo tema di mercato e si rifletterà nelle evoluzioni relative dei prezzi.
Il divario tra il boom dell'IA e gli effetti economici del conflitto nel Golfo Persico si è recentemente ampliato ulteriormente, ma finora i profitti record nel settore tecnologico hanno compensato le pressioni in altre parti dell'economia. Basandoci sui nostri indicatori di mercato fondamentali, il posizionamento - caratterizzato da una leggera sovraponderazione azionaria - rimane invariato.
Una panoramica sulle principali asset class
Focus su titoli francesi e tedeschi
Continuiamo a mantenere una visione positiva sui titoli di Stato francesi e tedeschi, mentre ci mostriamo cauti principalmente sui titoli di Stato statunitensi. Anche i titoli di Stato australiani continuano a essere di nostro interesse. I titoli di Stato statunitensi sono interessanti per noi solo in cambio di asset obbligazionari più rischiosi (obbligazioni high-yield statunitensi e obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte).
I rischi scontati potrebbero aver trovato il loro minimo
I margini delle obbligazioni high-yield statunitensi sono già aumentati di circa 100 punti base quest'anno, per poi ridursi di nuovo, senza che i loro fondamentali siano cambiati significativamente. Vediamo quindi una classe obbligazionaria fortemente influenzata dal sentiment e dal flusso di notizie. Le obbligazioni societarie ad alto rendimento ("high-yield") non scontano rischi di insolvenza, creditizi o di liquidità significativi. Mentre i prezzi delle azioni possono continuare a salire grazie alla crescita degli utili, i rischi scontati delle obbligazioni societarie potrebbero aver raggiunto il loro minimo.
Premi di rischio vicini ai minimi storici
Le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte continuano a dimostrare forza dopo una breve fase di debolezza all'inizio dell'anno, con premi di rischio che trattano vicino ai loro minimi storici. Similmente ai mercati azionari, le obbligazioni dei mercati emergenti si difendono straordinariamente bene rispetto alle obbligazioni dei mercati sviluppati. Tuttavia, riteniamo che le obbligazioni dei mercati emergenti siano "ipercomprate" e attualmente adotiamo un atteggiamento cauto verso questa classe obbligazionaria.
Sentiment finora ottimistico
Nonostante le persistenti difficoltà legate alle notizie sulla guerra in Iran, i mercati azionari internazionali si sono dimostrati molto favorevoli nelle ultime settimane. La prospettiva di crescita degli utili sembra fornire la spiegazione principale per la solidità dei mercati azionari. Le banche centrali, in questo contesto, potrebbero rinviare la riduzione dei tassi di interesse o addirittura reagire con aumenti. Nel breve termine, il sentiment appare piuttosto ottimistico; grazie al supporto dalla parte degli utili, manteniamo un cauto ottimismo verso le azioni.
Valutazioni relativamente attraenti
Anche i mercati azionari dei paesi emergenti sono riusciti a recuperare il calo di valore dovuto alla guerra in Iran. Inoltre, la performance relativa favorevole rispetto ai mercati azionari sviluppati continua. Questo dimostra che l'area asiatica è anche un "AI-powerhouse", un centro di potenza relativamente all'intelligenza artificiale a livello globale. Le valutazioni dei mercati emergenti, sia complessivamente che singolarmente considerate, sono più attraenti rispetto a molte altre regioni e indicano una crescita (degli utili) più forte.
Consolidamento dei prezzi dei metalli preziosi
I mercati internazionali delle materie prime si sono recentemente dimostrati eterogenei. Dopo un forte inizio anno per i metalli preziosi, negli ultimi mesi abbiamo visto un consolidamento dei prezzi. Ultimamente, il premio di rischio per le materie prime energetiche è stato in parte scontato. In compenso, l'ottimismo per la crescita globale ha portato a un aumento più marcato dei metalli industriali.