L’energia rinnovabile torna nel mirino degli investitori
- Il settore delle energie rinnovabili ha intrapreso un chiaro percorso di ripresa dall’aprile 2025
- La geopolitica, l’elettrificazione, i costi climatici, il quadro normativo e la domanda legata all’intelligenza artificiale sono i fattori trainanti principali
- Le valutazioni rimangono interessanti rispetto agli standard storici
- Le infrastrutture energetiche, lo stoccaggio e la modernizzazione della rete rappresentano opportunità di investimento interessanti
Dopo una fase di forte correzione nel 2023 e nel 2024, il settore delle energie rinnovabili ha segnato una chiara tendenza al rialzo a partire dall’aprile 2025. Secondo Loacker, una combinazione di tensioni geopolitiche, aumento dei costi legati ai danni climatici, miglioramento del contesto di mercato e crescita della domanda di elettricità trainata dall’intelligenza artificiale sta aprendo interessanti opportunità di investimento per gli investitori.
Le energie rinnovabili sulla via della ripresa
)
La dipendenza dai combustibili fossili: un peso enorme
La dipendenza dai combustibili fossili non è più una questione astratta, ma una realtà che molti avvertono direttamente – alla pompa di benzina, nelle bollette del riscaldamento e dell’elettricità. Ciò risulta particolarmente evidente se si considera lo Stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più sensibili al mondo per il trasporto di petrolio. Sebbene il traffico delle petroliere abbia mostrato segni di ritorno alla normalità dopo periodi di forte tensione, questo sviluppo dimostra quanto l’approvvigionamento energetico globale dipenda ancora fortemente da pochi punti di strozzatura geopolitici. Per Loacker: "La dipendenza dell’Europa dalle importazioni di combustibili fossili rimane strutturalmente elevata. Una quota significativa di petrolio, gas e carbone deve essere importata da paesi terzi, il che rende le economie dell’UE vulnerabili agli shock dei prezzi e agli sconvolgimenti geopolitici".
Europe's Fossil Energy Import Dependency
)
Un’occasione mancata durante la pandemia
Eppure la pandemia avrebbe rappresentato l’occasione ideale per una riorganizzazione strutturale. "Tuttavia, la tanto decantata ‘riorganizzazione della globalizzazione’ non si è in gran parte concretizzata. Anziché puntare su architetture strategiche della catena di approvvigionamento, molte aziende si sono limitate ad accumulare scorte di sicurezza tattiche", afferma Loacker. Nel settore energetico – fatta eccezione per l’ampliamento delle capacità di GNL – poco è cambiato in termini strutturali. Se non altro, i contratti a lungo termine sul GNL sono aumentati dal 35–40% al 60–65% del volume degli scambi.
Continuano a salire i costi dei danni legati al clima
Allo stesso tempo, i costi dei danni legati al clima continuano ad aumentare in tutto il mondo. Gli eventi meteorologici estremi – dalle inondazioni alle ondate di calore fino agli incendi boschivi – stanno mettendo a dura prova, come mai prima d’ora, le economie, le compagnie assicurative e le finanze pubbliche. L’urgenza economica di accelerare la transizione verso un sistema energetico rispettoso del clima cresce quindi di anno in anno.
Danni legati al clima – i costi sono in aumento
)
Produzione conveniente, sistemi resilienti
La buona notizia: "Le energie rinnovabili rappresentano la forma più conveniente di generazione di energia elettrica, e i costi di produzione continuano a diminuire con ogni espansione della capacità. Il fulcro dei costi si sta spostando sempre più dalla generazione alle infrastrutture di rete. A lungo termine non sono da attendersi costi energetici significativamente superiori all’inflazione", spiega Loacker.
"Un errore comune è ritenere che le fonti caratterizzate da una produzione volatile, come l’eolico e il solare, non possano garantire da sole la sicurezza dell’approvvigionamento. Tuttavia, in combinazione con i sistemi di accumulo a batteria, sono in grado di offrire entrambe le cose: sicurezza e protezione dai rischi legati ai prezzi. La capacità di riserva fornita dalle centrali termoelettriche a gas, dall’energia nucleare o da altre fonti programmabili rimarrà indispensabile per i decenni a venire", prosegue il fund manager. La sensibilità ai prezzi delle materie prime rimane un importante fattore di valutazione. Tuttavia, secondo Loacker, le aziende che hanno dimostrato di sapersi adattare alle future perturbazioni possono aspettarsi un premio di valutazione.
Energie rinnovabili: sulla strada della ripresa dopo una fase di correzione
L’indice MSCI Global Alternative Energy (in EUR) ha subito una significativa correzione nel 2023 e nel 2024, innescata, tra l’altro, dall’aumento dei tassi di interesse, dai maggiori costi dei progetti e dai problemi legati alla catena di approvvigionamento. Da aprile 2025, tuttavia, l’indice ha registrato una chiara inversione di tendenza: la ripresa è in corso ed è sostenuta da un’ampia gamma di fattori fondamentali.
"Nonostante la recente ripresa dei prezzi, le valutazioni nel settore rimangono interessanti su base storica. Molte aziende nei settori dell’energia solare, eolica, delle infrastrutture di rete e delle tecnologie di accumulo continuano a essere quotate ben al di sotto delle loro medie pluriennali, pur beneficiando al contempo di un miglioramento del portafoglio ordini e di una crescente domanda da parte degli utenti finali", sottolinea Loacker.
Le politiche di sostegno guidano la trasformazione
Tre pacchetti di intervento costituiscono le basi di un ciclo di investimenti della durata di diversi decenni nell’UE e negli Usa:
- Green Deal europeo – il framework per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050
- RePowerEU – la risposta UE alla crisi energetica, con un chiaro obiettivo di indipendenza dalle importazioni di combustibili fossili
- Inflation Reduction Act (IRA) – il più grande programma di investimenti statunitense mai realizzato per l’energia pulita
Tali quadri normativi garantiscono a imprese e investitori una pianificazione a lungo termine, che va oltre i cicli elettorali.
Un ulteriore motore di crescita: IA e data center
Un nuovo motore strutturale significativo è la rapida crescita della domanda di elettricità trainata da intelligenza artificiale e data center. Hyperscaler e colossi tecnologici richiedono enormi quantità di energia affidabile a basse emissioni di CO₂ – e stipulano sempre più accordi a lungo termine (PPA) con operatori eolici e solari. "Il boom dell’IA è tra i più forti motori di sempre per la domanda di rinnovabili. I data center richiedono elettricità h24 – e le Big Tech si impegnano a soddisfare questo fabbisogno nel modo più ecologico possibile. È un vento favorevole strutturale che il mercato non ha ancora pienamente scontato", afferma Hannes Loacker.
Dove dovrebbero guardare gli investitori
"A livello settoriale, il potenziale maggiore è offerto da rinnovabili, infrastrutture e stoccaggio energetico, modernizzazione delle reti, gestione ed efficienza energetica. Gli investimenti infrastrutturali supereranno la pura produzione entro fine decennio. I due ambiti devono però procedere di pari passo. La trasparenza digitale diventa un vantaggio competitivo: chi investe presto nel monitoraggio in tempo reale si assicurerà i vantaggi del first-mover", ne è convinto Loacker.
Raiffeisen SmartEnergy ESG Equities: focus sui motori di crescita
Questo trend si riflette nell’andamento della strategia Raiffeisen SmartEnergy ESG Equity. Dopo la significativa correzione del 2023 e 2024, da aprile 2025 il fondo ha beneficiato della ripresa generale delle rinnovabili. Il fondo investe nell'intera catena del valore dell'energia pulita – da produzione e stoccaggio alle reti, fino alle tecnologie di efficienza – allineandosi così ai motori di crescita dell'attuale ciclo di investimento.
"Dopo due anni difficili, da aprile 2025 abbiamo assistito a una netta inversione di tendenza anche a livello di indice. Le condizioni fondamentali sono ora nettamente migliori rispetto a un anno fa e riteniamo altamente probabile che la ripresa sia solo all’inizio", ha concluso Loacker.
Il fondo Raiffeisen SmartEnergy ESG Equities presenta un'elevata volatilità: il valore delle quote può quindi subire forti oscillazioni in brevi periodi e non si escludono perdite di capitale.
Raiffeisen Capital Management è una società di gestione europea. Con un patrimonio in gestione pari a 49,4 miliardi di euro alla fine di maggio 2026, è la più grande società di gestione di fondi all’interno del Gruppo RBI. La società opera nei principali mercati europei ed è regolarmente riconosciuta dalle agenzie di rating e dai media finanziari per l’elevata qualità dei suoi fondi. Raiffeisen KAG è membro fondatore della Raiffeisen Sustainability Initiative.
Per ulteriori informazioni, visitate i siti www.rcm-international.com e https://www.investment-zukunft.at/en/
Contatti stampa per l’Italia
Lob PR + Content
Deborah Ceo | 335 79 77 588 | [email protected]